Il Food Design è un attività complessa, che richiama a se diverse discipline eterogenee tra di loro come l'antropologia, la psicoanalisi, la sociologia dell'alimentazione, le ricerche sulla mediazione sociale, la storia dei sistemi culinari e delle forme di convivialità.
Approcciare il Food design significa quindi tenere conto di diversi elementi quali i luoghi ed i sistemi di produzione, i supporti merceologici, l'analisi sensoriale, i modelli ed i congegni per l'elaborazione dei prodotti. E' necessario fare un contiuo riferimento ai contenuti simbolici, storici e cerimoniali della nutrizione, considerando tutte le connessioni che si creano tra i sistemi dei segni e l'attuazione nel contesto.
Gli attori coinvolti sono tre: una cornice argomentativa, un mangiato e un mangiatore. L'obiettivo principale è mettere in stretta relazione l'identità di colui che mangia ed i significati simbolici del mangiato. Per fare ciò è necessario riconoscere l'ambiente (la cornice argomentativa) come elemento sociale, culturale, fisico ed economico, un luogo in cui la comunità condivide i propri valori e le proprie aspirazioni. Sono proprio questi valori ad essere messi in scena tramite i riti, i costumi, le credenze, gli ideali, le tecniche, le forme ed i sapori del mangiato.
Il Food design è quindi un sistema complesso e strutturato come un linguaggio, e per attuarlo biosgna conoscerne grammattica e sintassi. Fare Food Design significa creare degli elementi derivanti dai bisogni espressi dalle tre componenti in gioco, cornice argomentativa, un mangiato e un mangiatore, operando una mediazione tra mondo e corpo.
L'uomo rimane un prodotto dell'ambiente ed ogni molecola di cibo che introduce nel suo corpo è portatrice di una parte, seppur piccola, di mondo.






Food Design